Dal 1999, a SperoneIL PROCESSO

Un’arma ad avancarica non si produce: si costruisce, un passaggio alla volta.

Nel laboratorio di Stefano Lippiello non ci sono scorciatoie. Si lavora con gli utensili di un tempo, con la pazienza di chi sa che il legno e l’acciaio vanno ascoltati prima di essere lavorati. Ecco, in quattro momenti, come nasce un’arma.

Stefano Lippiello, armaiolo – Armi Lippiello

01Il banco, il legno, il progetto

Tutto comincia dal banco da lavoro e da un pezzo di legno scelto con cura. Prima ancora di toccare la lima si guarda la venatura, si decide la sagoma, si immagina l’arma finita. Che si tratti di una costruzione nuova o del restauro di un pezzo d’epoca, il progetto viene prima di tutto.

02La lavorazione a mano

Lime, raspe, scalpelli e sgorbie: gli utensili appesi alla parete del laboratorio sono quelli che danno forma al fusto, intagli compresi. Ogni passaggio si fa a mano, togliendo poco alla volta, perché il legno non perdona.

Stefano Lippiello, armaiolo – Armi Lippiello
Stefano Lippiello, armaiolo – Armi Lippiello

03Il montaggio e il controllo

Canna, acciarino e guarnizioni trovano il loro posto e vengono provati, smontati, rimontati. Stefano, armaiolo e perito balistico, controlla ogni parte con l’occhio di chi conosce l’arma fin nei dettagli: nulla esce dal laboratorio senza essere stato verificato.

04L’opera finita

Nessuna replica è la copia di se stessa: ogni arma ha le sue linee, i suoi intagli, i suoi colori. Quando Stefano la solleva e la guarda, il lavoro è finito. È allora che l’arma è pronta per chi l’ha attesa.

Stefano Lippiello, armaiolo – Armi Lippiello

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